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Il
Canottaggio a Sedile Fisso
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Scopo
di questa sezione del sito Row-net è la presentazione
del Canottaggio a sedile fisso, della sua Organizzazione
e Regolamentazione, delle Società
Sportive aderenti, delle imbarcazioni
utilizzate, del Calendario
delle manifestazioni e dei Risultati
delle principali gare.
Come
sempre Row-net è a disposizione per eventuali
integrazioni o miglioramenti che tutti gli appassionati
vorranno fornire o suggerire. Buona visita.
La
tecnica di remata a sedile fisso è
legata indissolubilmente alla storia dell'uomo
ed al suo rapporto con l'acqua: se dapprima
il movimento sull’acqua delle “imbarcazioni”
era ottenuto mediante una pertica che consentiva
di spingere la zattera di tronchi o di fasci
di canne, pian piano l'uomo ha sviluppato il
remo, utilizzato per spingere l'imbarcazione
con quella tecnica che ritroviamo ancora oggi
nella vogata alla veneta.
Con
l'evoluzione costruttiva delle barche si sviluppava
poi
la remata con il vogatore seduto e rivolto
verso poppa con la possibilità di utilizzare
meglio la forza delle braccia e della schiena
per tirare a sé, il remo e far avanzare l'imbarcazione
più velocemente. E' grazie a questa tecnica
che l'uomo, man mano le sue competenze tecnologiche
crescevano e le barche si evolvevano in vere
proprie navi, ha potuto navigare per fiumi,
laghi e mari, alla conquista del mondo.
Il
passaggio della pratica della remata in manifestazioni
agonistiche era stato immediato e i libri di
storia sono pieni di accenni a competizioni
remiere, in particolare in occasione di solennità
religiose o sociali.
In conseguenza a queste esigenze di sempre maggiore
velocità le tecniche di costruzione dei remi
e delle barche si sono evolute in modo determinante
giungendo nel 1857 all’introduzione da parte
degli americani di un carrello mobile che slittava
su rotaia consentendo di aggiungere alla spinta
delle braccia e della schiena, quella più potente
delle gambe.
Nel
1883 i tedeschi applicavano al carrello delle
ruote creando così la base delle moderne imbarcazioni
da canottaggio a sedile scorrevole.
Pian piano le due tecniche di remata si staccavano,
una legata a barche pesanti e robuste, atte
ad affrontarsi anche tra le onde del mare o
di grandi laghi ondosi, l’altra adeguata ad
imbarcazioni sempre più affusolate e leggere,
capaci di esprimersi in velocità, ma non adatte
a bacini mossi.
Nella prima categoria ritroviamo inoltre molte
imbarcazioni che hanno fatto parte della vita
lavorativa di molte popolazioni (come i gozzi
liguri o le barche venete) o della tradizione
storica (come i galeoni delle Repubbliche Marinare),
mentre l’altra è assunta al massimo livello
agonistico divenendo la barca di classe olimpica.
Quanto
siano diverse poi le tecnologie costruttive
è evidenziato dai rispettivi regolamenti;
a titolo di esempio basta ricordare come
una jole lariana a due deve pesare almeno 65
kg contro i 27 kg di un doppio, o come un gozzo
nazionale a quattro debba pesare 175 kg contro
i 51 kg di un equivalente quattro con a sedile
scorrevole.
Contestualmente allo sviluppo del canottaggio
agonistico erano nate le prime società remiere
e la necessità di regolamentare le competizioni
portò alla creazione di un organismo di livello
nazionale. Fu così che il 29 aprile 1888 a Torino
venne fondato il Rowing Club Italiano da cui
si sviluppò l’attuale Federazione Italiana Canottaggio.
Dapprima questa Federazione coordinava tutte
le attività agonistiche con imbarcazioni mosse
dalla forza dell’uomo, ivi compresa quindi le
canoe ed i kajak, poi la necessità di concentrare
meglio le risorse e le competenze specifiche
portò alla creazione di strutture autonome,
con la creazione nel 1963 della Federazione
Italiana Canottaggio Sedile Fisso per le imbarcazioni
di questo tipo, mentre per la canoa nasceva
dapprima la Commissione Italiana Canoa
(1973), poi la Federazione Italiana Canoa Kajak
, inizialmente aderente alla FIC (1982), effettiva
dal 1987.
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